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chiodino (marciume radicale da Armillaria)

Armillaria mellea

chiodino (marciume radicale da Armillaria) — Armillaria mellea
chiodino (marciume radicale da Armillaria) · Holger Krisp (CC BY 3.0)

Sintomi

Le piante deperiscono, vegetano male, poi interi rami o l'intero arbusto/albero muoiono — spesso d'improvviso in estate; sotto la corteccia alla base e sulle radici un feltro fungino bianco con forte odore di fungo; rizomorfe nere "a stringa" corrono nel terreno; funghi color miele a ciuffi alla base in autunno.

Facilmente confuso con

  • cancro batterico del ciliegio

    Come distinguerli: Pseudomonas syringae pv. morsprunorum (cancro batterico) mostra cancri scuri e infossati su rami e tronco, da cui spesso fuoriesce gomma da ambrata a trasparente (gommosi); i rami colpiti germogliano, poi appassiscono improvvisamente e disseccano a partire dal cancro verso l'esterno, e le foglie sviluppano macchie brune angolari a 'foro di sparo'. Il danno inizia fuori terra su rami specifici e la corteccia in corrispondenza del cancro è scolorita e può avere odore acidulo al taglio. Armillaria mellea (chiodino) attacca le radici e il colletto a livello del suolo: sollevando la corteccia vicino alla base si trova un feltro miceliare bianco a ventaglio con forte odore di fungo, oltre a rizomorfe nere simili a lacci nel terreno. Con l'Armillaria l'intero albero deperisce in modo uniforme dal basso verso l'alto, e in autunno funghi color miele possono comparire a ciuffi alla base del tronco.

  • cerambice dal collo rosso (Aromia bungii)

    Come distinguerli: Aromia bungii (cerambice dal collo rosso) si rivela con cumuli di rosura fibrosa, simile a segatura, e grossi trucioli di legno espulsi dalle fessure della corteccia in basso sul tronco e sulle branche principali, con fori di sfarfallamento da ovali a rotondi (circa 6-10 mm) e adulti nero lucido con un vivace 'collare' arancio-rosso (pronoto). Il danno è la galleria scavata dalle larve sotto la corteccia, perciò i rami appassiti seccano mentre il legno sottostante mostra gallerie piene di rosura. Armillaria mellea (chiodino/famigliola) mostra invece feltri miceliari bianco-crema a ventaglio tra corteccia e legno al colletto, rizomorfe nere a forma di laccio nel terreno e sulle radici, e funghi color miele riuniti in ciuffi alla base dell'albero in autunno. Con Armillaria la corteccia al colletto è infossata e marcia e mancano fori di sfarfallamento e rosura simile a segatura. NOTA: Aromia bungii è un organismo da quarantena prioritario dell'UE — se vedete il coleottero dal collare arancione, fori ovali o trucioli di legno, segnalatelo immediatamente all'Organizzazione Nazionale per la Protezione delle Piante (NPPO).

  • agrilo bronzeo della betulla

    Come distinguerli: Agrilus anxius (buprestide del bronzo della betulla) attacca il tronco superiore e i rami principali: cercate creste in rilievo, color ruggine e bitorzolute sulla corteccia, minuscoli fori di sfarfallamento a forma di D (con sommità piatta) larghi circa 3-5 mm e gallerie larvali serpeggianti, piene di rosume, appena sotto la corteccia quando la si solleva. Il deperimento inizia dalla cima della chioma e scende verso il basso, con fogliame giallo e rado su betulle stressate, spesso esposte al sole. Armillaria mellea (chiodino/famigliola) attacca la base e le radici: sollevando la corteccia al colletto si trovano lamine micelio piatte, bianche, a ventaglio che odorano di fungo, e scavando alla linea del terreno rizomorfe nere simili a lacci di scarpe. In autunno compaiono ciuffi di funghi color miele con un anello sul gambo alla base del tronco o sopra le radici.

  • marciume radicale da Phytophthora

    Come distinguerli: Armillaria mellea (chiodino, marciume del miele): sollevando la corteccia alla base del tronco e sulle radici si trovano placche micetiche piatte, a ventaglio, bianco-crema o color crema, con odore fresco di fungo, e rizomorfe nere simili a stringhe che corrono nel terreno e sulle radici. In autunno alla base del tronco compaiono ciuffi di funghi color miele con un anello sul gambo. Il marciume è umido e fibroso. Phytophthora cinnamomi (marciume di radici e colletto): la corteccia al colletto mostra lesioni scure e infossate e un imbrunimento rosso-bruno fino al nero della corteccia interna, spesso con un margine scuro che essuda resina o linfa dove il tessuto morto incontra quello sano. Non ci sono ventagli bianchi, né rizomorfe né funghi; le radici fini sono annerite e marcite, e il deperimento è più grave su suoli umidi, mal drenati o ristagnanti.

  • marciume radicale della lavanda

    Come distinguerli: Su una Thuja occidentalis in declino, Armillaria mellea e Phytophthora nicotianae producono lo stesso ingiallimento opaco e diradamento della chioma, quindi verificate il colletto radicale. Per l'Armillaria, sollevate la corteccia vicino alla base per trovare placche miceliali bianco-crema a forma di ventaglio con odore di fungo, oltre a rizomorfe nere simili a lacci nel terreno e ciuffi di funghi color miele alla base del fusto in autunno. Per Phytophthora nicotianae non ci sono ventagli né rizomorfe; si osserva invece una lesione scura, imbevuta d'acqua o resinosa al colletto con colorazione bruno-rossastra sotto la corteccia, quasi sempre su suolo pesante, bagnato o ristagnante.

  • cancro del cipresso

    Come distinguerli: Sulla Thuja occidentalis sia Seiridium cardinale (cancro del cipresso) sia Armillaria mellea (chiodino/fungo del miele) provocano imbrunimento dell'intera pianta e rami morti sparsi, ma i segni rivelatori si trovano in punti diversi. Seiridium mostra cancri infossati su rametti, rami e parte alta del fusto, spesso con corteccia rosso-bruna fessurata e una caratteristica fuoriuscita di resina da limpida ad ambrata attorno alla lesione; il fogliame oltre un ramo strozzato diventa bruno-ruggine mentre il resto della pianta può restare verde, dando un aspetto a 'bandiere'. Armillaria attacca dal basso: sollevando la corteccia al colletto e alla base del tronco si trova un ventaglio di micelio bianco-crema che odora di fungo, con rizomorfe nere a forma di lacci nel terreno circostante e funghi color miele riuniti in ciuffi alla base in autunno; qui il deperimento è più uniforme e l'intera pianta declina insieme anziché ramo per ramo.

  • agrilo del frassino (Agrilus planipennis)

    Come distinguerli: Su Fraxinus excelsior sia Agrilus planipennis (tarlo asiatico del frassino) sia Armillaria mellea (chiodino o famigliola buona) provocano una chioma che si dirada e muore dall'alto verso il basso con getti epicormici, ma i segni decisivi differiscono per posizione e forma. Agrilus planipennis si manifesta sul TRONCO e sui rami: minuscoli fori di sfarfallamento a forma di D (con la sommita piatta) di 3-4 mm, spaccature verticali della corteccia e gallerie larvali serpentine a S sotto la corteccia, piene di rosume chiaro simile a segatura, spesso con segni frastagliati lasciati dai picchi. Armillaria mellea si manifesta al COLLETTO e alla base: lamine miceliari bianco-crema a ventaglio con odore di fungo sotto la corteccia, rizomorfe nere piatte simili a lacci da scarpe sulle radici e nel terreno, e ciuffi di funghi color miele alla base del fusto in autunno. Fori tondi o assenti piu ventagli bianchi e lacci = fungo; fori a D piu gallerie tortuose = coleottero.

  • deperimento del frassino (Chalara)

    Come distinguerli: Armillaria mellea (chiodino, marciume radicale) e Hymenoscyphus fraxineus (deperimento del frassino) diradano entrambi la chioma e fanno seccare i rami del frassino, quindi controlla il colletto e i rametti morti. Per Armillaria, solleva la corteccia al colletto della radice: tra corteccia e legno si trova una lamina micellare bianco-crema a ventaglio che odora di fungo, rizomorfe nere simili a lacci da scarpe corrono nel terreno e nelle radici, e in autunno densi ciuffi di funghi color miele con un anello sul gambo spuntano alla base. Per il deperimento del frassino, guarda invece i getti: lesioni allungate a forma di rombo con centro infossato bruno scuro cingono i giovani getti dove è morto un germoglio laterale, i piccioli e la nervatura centrale diventano bruno-nerastri prima che la foglia appassisca, i rami morti inducono ricacci epicormici cespugliosi sul tronco, e in estate minuscole coppette bianche peduncolate compaiono sui resti anneriti dei piccioli dell'anno precedente a terra.

  • oziorrinco

    Come distinguerli: Sia Armillaria mellea (chiodino, marciume radicale) sia Otiorhynchus sulcatus (oziorrinco, punteruolo della vite) attaccano le radici e il colletto del ligustro, perciò fuori terra appaiono identici: ingiallimento fogliare, appassimento, disseccamento dei rami e collasso improvviso di un arbusto prima sano. Per distinguerli bisogna scavare: l'Armillaria mostra placche piatte a ventaglio di micelio bianco-crema sotto la corteccia alla base del tronco, oltre a tenaci cordoni neri simili a lacci da scarpe (rizomorfe) nel terreno e funghi color miele a ciuffi alla base del fusto in autunno. L'oziorrinco invece rivela larve bianche grassocce, a forma di C, senza zampe e con capo bruno nella zolla radicale, e radici rosicchiate e tozze — mai ventagli miceliari o lacci neri. Un indizio utile fuori terra per l'oziorrinco sono le erosioni irregolari a semiluna sui margini fogliari prodotte dai coleotteri adulti notturni, che l'Armillaria non produce mai.

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